Uno spettacolo del Gruppo Danza Sarabanda: Elena Cozzi, Francesca Albanese, Francesca reali, Valentina bellinaso, Caterina Barbieri. Con la partecipazione di Sonia Gobbi e Nina Bellomo. Coreografie di Elena Cerruto.
Il Gruppo Danza Sarabanda: un gruppo, non una compagnia, ma un gruppo di lavoro, con persone che si confrontano con il loro quotidiano, con le emozioni, le tensioni che nascono anche dallo stare insieme con finalità diverse. Per qualcuno il Gruppo Danza Sarabanda è un passaggio, per altri un fine. La danzaterapia rappresenta un percorso comune a tutte le componenti del Gruppo.
Presentazione dell'idea coreografica:
Unavoltaincontrai una vecchia ... che mi disse: “Io, al mattino, prego il Signore e lo ringrazio per le cose che capisco e per le cose che non capisco. E pure la sera prego il Signore e lo ringrazio per le cose che capisco e per le cose che non capisco.”
La coreografa si imbatté in una vecchia mendicante sul sagrato della chiesa di Monreale: era sdentata e il suo volto sembrava una maschera. La sua pelle era grinzosa ma le sue parole spianarono i pensieri della coreografa che, come sempre, si stava lamentando, anzi stava addirittura dando forma coreografica ai suoi lamenti ... (“ Per poter scrivere, devo prima lamentarmi” - A. Merini).
Da quel fugace incontro e dalla lettura dei testi della Merini, della Mastretta, di Nina Bellomo e Chandra Candiani, è nata la storia di principesse cigno in tutte le loro incertezze nell’accettare di incarnarsi donne ... Donne perchè? Perchè le donne hanno gli occhi grandi. Grandi occhi di uccello, che risaltano in diversi punti dei corpi di donna.

Non riprenderò mai più forma umana”.
Fu proprio il mitico Rudolf a ricreare la versione originale della fiaba del Lago che lo stesso Tchaikowskj aveva scritto per i suoi nipoti con il tragico finale.
Eppure ancora oggi alcune versioni fanno trionfare l’Amore e, naturalmente il matrimonio. Possiamo considerare una fortuna che il Balletto termini, così da non farci vedere i figli sorridenti che mangiano biscotti biologici e corrono in prati puliti ...
Di fronte a questo tradimento, la coreografa si arrabbiò, decise che i suoi cigni sarebbero diventati donne, “sogni e corpi di zie” e che sarebbero stati insieme, per danzare, amare, ridere, arrabbiarsi e morire.
La coreografa conosceva una formula magica che funzionava solo con musiche straordinarie.
Per il cuore, Chopin suonato da grandi maghi dell’interpretazione: Rubinstein e Magalov.
Per lo spirito, le corde vibranti della viola da gamba di Jordi Savall.
Per le radici, una nenia tradizionale greca salentina. Trovò anche una saggia signora che scriveva in siculo e la portò in palcoscenico, invitando i suoi cigni a danzare al suono di poesie vibranti come corde.
La sarta, nel frattempo, spostava piume e penne dalle gambe delle ballerine passando dalle mani, che erano come occhi fino ad arrivare agli occhi grandi, ormai divenuti ciechi.
Una non-vedente camminava speditamente col suo bastone senza smettere di chiedersi: perchè? (“ Perchè lotti ancora nonna? Perchè non gli ho cavato un occhio? Perchè?” - A. Mastretta)
E poi? Finisce bene o finisce male?
La coreografa si rivolse al circolo culturale che attornia il Gruppo Danza: tutta la Sarabanda di artisti, attori, musicisti e poeti portò il suo contributo; tutta la Sarabanda dei percorsi di cura portò il suo vissuto, così la coreografa integrò ai passi ed ai movimenti ‘normalmente danzati’ i gesti intensi dei ‘normalmente’-psicotici, ‘normalmente’-ciechi, ‘normalmente e diversamente’-abili che nei gruppi di danzaterapia trovano nella danza la cura e nella vita scoprono la danza.
Qualcuno, folle e saggio infine decretò:

“Cara coreografa,
non importa come finirà la tua storia ... ma fa in modo che nel Gran Finale le ceneri delle principesse-cigno siano sparse nel vento INSIEME ...
e poi, cara coreografa, anche se non ci sono fondi, anche se la danza sta estinguendosi ... continuate a lavorare insieme."
La storia finisce abbastanza bene, perchè il Comune di Corsico ha dato il suo contributo ... ma ora viene il grande quesito: “Torniamo uccelli? Continuiamo a danzare?Rimaniamo nei corpi di zie?”
Vi aspettiamo il 12 gennaio 2006
presso il Teatro Verdi, via Verdi 2, Corsico, Milano
ore 21.00, ingresso libero